Ma sedendo e mirando interminati spazi di la da quella

Immaginate di concedervi del tempo, di prendere una comoda sedia, una sdraio e isolati da altri esseri umani guardare all’orizzonte, meditando di superare limiti fisici. Siamo come l’elefante che abituato fin da piccolo ad essere bloccato da una fragile corda, da grande, malgrado la sua stazza, non ha coscienza della propria forza e rimane ancorato alla sua sede. Cosa limita la nostra interiorità? Le barriere possono essere aggirate facilmente o con molta difficoltà, ma esse stesse sono stimolo per il nostro intelletto. Il confine è la siepe leopardiana, l’acqua ed il mare metaforicamente vita ed infinito. Il lettore diventa protagonista: cosa può esserci “di la da quella”?

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